Benessere, disagio e malattia

(Articolo pubblicato nel corso della mia attività di operatrice olistica)

L’essere umano è nato per essere felice, in stato di benessere, armonia e soddisfazione. Ogni singolo bisogno, a partire da quelli fisici, ma anche quelli di natura emotiva, psicologica, spirituale, costituiscono pulsioni naturali che necessitano di adeguato soddisfacimento. Ma prima di analizzare il meccanismo complesso del ciclo bisogno-soddisfacimento-benessere, è opportuno avere chiari dei concetti basilari, fondamentali.

La natura di tutto ciò che esiste, esseri viventi o inanimati, è finalizzata all’evoluzione. Nulla esiste per essere statico e cristallizzato in ciò che è, ma tutto è soggetto a trasformazione, è chiamato a modificarsi per raggiungere progressivi ulteriori equilibri, di volta in volta anch’essi soggetti ad ulteriori trasformazioni. Questo non è soltanto un concetto filosofico, ma lo conferma la moderna fisica quantistica. È pertanto necessario che gli esseri umani comprendano che per poter ottenere e mantenere uno stato di benessere, bisogna accettare la realtà di essere un complesso sistema finalizzato all’evoluzione. Comprendere che è indispensabile la ricerca di un equilibrio sempre nuovo, in divenire, mai uguale a quello precedente. E anche che tutto questo non solo non è difficile né spaventoso, ma anche incredibilmente affascinante e stimolante, e che significa un’esistenza improntata ad una perenne trasformazione.

Lo sviluppo dell’essere umano, la sua evoluzione, il suo divenire, sono il frutto di un percorso costituito da alcuni punti chiave fondamentali incatenati uno all’altro nel modo che vedremo:

  • il bisogno. I vari livelli dell’essere umano: corpo, mente, spirito, energia, esprimono, per il permanere del loro equilibrio, per il loro sostentamento, e per le necessità del loro sviluppo, una serie di bisogni, ossia richiedono all’io cosciente di mettere in atto una serie di comportamenti finalizzati a fornire loro nutrimento, attenzione, e comunque tutto ciò che consente loro lo svolgimento del proprio ruolo, la possibilità di disporre di strumenti per sfruttare le loro capacità, potenzialità. E’ chiaro quindi che il corpo richiederà cibo, riparo, igiene, contatto con altri corpi, e così via, per poter produrre energia e attività fisica per sfruttarla; la mente richiederà stimoli, come studio, creatività, costruttività, contatto con altre menti, e così via; lo spirito richiederà meditazione, contemplazione, ricerca, percezioni, contatto con altre anime, e così via; l’energia richiederà il mantenimento di un buon equilibrio energetico, poiché ogni attività di cui sopra comporta un esaurimento e un ripristino del livello e dell’armonia del sistema energetico.
  • Le emozioni. Il mezzo comunicativo più efficace ed immediato utilizzato dal nostro sistema olistico è costituito dalle emozioni. Ogni emozione è espressione di un bisogno, richiama all’attenzione del nostro io razionale un’esigenza da ascoltare, tra le molteplici elencate sopra, e che quindi può provenire dal corpo, dalla mente, dallo spirito, dal campo energetico. L’emozione è, biologicamente, il prodotto di un meccanismo chimico-ormonale promosso e mediato dal nostro sistema limbico, ossia dalla parte più arcaica del nostro cervello. Il meccanismo è un complesso sistema di stimoli e risposte che reagiscono alle accezioni, alle connotazioni positive o negative, e relative sfumature, che assegniamo di volta in volta agli eventi con cui entriamo in contatto. Quello che qui ci interessa è che l’emozione costituisce un potente stimolo ad occuparci del bisogno originario, ad ascoltarlo e interpretarlo, per fornirgli la giusta risposta.
  • Soddisfacimento del bisogno. Nel corretto svolgersi di questo processo, il nostro io razionale percepisce l’emozione, bypassa l’impulso arcaico ad una reazione impulsiva, irrazionale e spesso inadeguata, la ascolta in profondità, cercando di interpretare correttamente il bisogno che l’ha originata, la valuta alla luce delle precedenti esperienze simili vissute, analizza le possibili risposte da fornire, decidendo di mettere in pratica quanto serve per rispondere al bisogno. Tutto questo contemplando l’opportunità o meno, in termini di accettazione sociale e delle relative conseguenze, delle azioni che è possibile intraprendere.
  • Il benessere. Il corretto funzionamento della serie di meccanismi esposti, comporta il soddisfacimento del bisogno, e quindi il raggiungimento di un nuovo stato di equilibrio, l’avanzamento nel percorso evolutivo e il ripristino e approfondimento dello stato di benessere, sintomo che progrediamo nel nostro naturale viaggio di trasformazione.

In una idealistica situazione ottimale, di completa libertà da parte della persona di ascolto e percezione del proprio bisogno, priva di condizionamenti esterni, la risposta ad esso sarebbe altrettanto ottimale e adeguata, comportando per l’uomo, come complessa unità olistica, uno stato di perfetto equilibrio e benessere, tramite uno sviluppo del sé in linea con la propria natura e le proprie finalità.

Ma la natura dell’esistenza, nella realtà terrena, comporta invece l’interazione con un complesso habitat costituito da un ambiente naturale e da un ambiente sociale, col tempo evoluto in una realtà sempre più complessa, che si ramifica in molteplici sistemi: politico, economico, culturale, sociale, familiare, lavorativo, ecc. Nella realtà attuale, questo habitat così sfaccettato in sotto-realtà specifiche, è contraddistinto da altrettante necessità di equilibrio di ogni singolo micro-sistema, estranee alle singole necessità di equilibrio individuali e pertanto non finalizzato al benessere di ciascuno.

Lo sviluppo dell’individualità umana, peculiare e differente ognuna dall’altra, è così sottoposto ad una miriade di influenze esterne, espressioni del tentativo di ognuno di perseguire un armonioso sviluppo della propria individualità. In sostanza, nell’interrelazione tra le persone, nell’ambito di un background talmente complesso e caricato di significati e aspettative qual è quello attuale, si verifica l’incontro-scontro tra le esigenze evolutive e di equilibrio di ognuno con quelle degli altri e del complesso sistema esterno costituito da sotto-sistemi.

L’interrelazione fa parte dei bisogni fondamentali dell’uomo, in tutti i suoi livelli, come abbiamo visto, per la sua natura di arricchimento reciproco dato dal venire in contatto con una differente modalità di approccio a se stessi, alla vita, agli altri, dal differente modo di pensare, agire, creare, dalle diverse conoscenze, capacità, attitudini. Ma purtroppo la capacità di percepire la valenza educativa del rapporto con gli altri, col tempo si è incrinata e sostituita con tutta una serie di paure, con l’esito di giungere a vedere l’altro non in comunione, ma in contrapposizione al sé, come una minaccia e non come un compagno di viaggio.

Analizzare l’origine delle paure che boicottano e bloccano ogni attività umana, soprattutto nelle relazioni interpersonali, è complesso, e magari lo approfondiremo in un altro momento.

Non essendo possibile un armonioso sviluppo individuale libero e incondizionato, avulso dalla relazione con gli altri e con il sistema esterno, è ovvia la necessità di apprendere una modalità di  evoluzione e di soddisfacimento dei propri bisogni che tenga conto degli equilibri esterni all’io, che sia conciliabile con gli equilibri sociali, e che contempli la consapevolezza che ogni altra persona, nel relazionarsi con noi, sta solo faticosamente cercando, anch’essa, di trovare una risposta ai propri bisogni.

In ogni caso, alla base del soddisfacimento dei propri bisogni, è posta la percezione e l’ascolto delle proprie emozioni. Spesso però le emozioni vengono connotate con valenza negativa, non ascoltate, represse. Non si è consapevoli che ci stiano veicolando un messaggio, un’esigenza fondamentale. L’incapacità di ascoltare l’espressione del bisogno, e conseguentemente la mancata risposta ad esso, comportano la necessità, per il nostro io superiore (la nostra parte più profonda, collegata allo spirito e alle realtà superiori), di attuare altre modalità per smuoverci e sottoporre alla nostra attenzione l’esigenza di fare qualcosa. Così può capitare che ci troviamo a vivere episodi differenti, però simili tra loro nell’emozione che ci provocano, e ci chiediamo perché il destino si accanisca contro di noi. Ma poiché non vogliamo davvero trovare una risposta alla motivazione di questi “incidenti di percorso”, poiché non vogliamo credere che dietro ci sia una ragione ben precisa, proseguiamo per la nostra strada inconsapevolmente, e perseveriamo nell’ignorare il bisogno originario. Spesso quello che ignoriamo è un’esigenza dello spirito, o energetica, poiché al corpo o alla mente è più facile e immediato dare ascolto. Il messaggio non ascoltato, il bisogno insoddisfatto, prosegue a tentare di essere percepito, poiché è di fondamentale importanza per la propria evoluzione, e raggiunge quella che è la parte di noi che riusciamo spesso a comprendere meglio: il corpo fisico. Così interviene il disagio, il malessere. Dapprima è blando, passeggero, intermittente. Gli forniamo una soluzione tampone con trattamenti sintomatici che apparentemente lo risolvono, ma che ignorano l’origine del problema, che persiste. È così che col tempo il disagio può sfociare in malattia, anche se essa si serve talvolta di agenti esterni, per manifestarsi, come gli agenti infettivi, e pensiamo, eliminando quelli, di aver risolto il problema. Ma se contemporaneamente non comprendiamo la necessità di un lavoro su di sé più profondo, la soluzione sarà di nuovo temporanea.

Risulta chiaro, quindi, che il concetto di benessere sia qualcosa di molto ampio e profondo, completamente differente da quello solamente fisico di salute. E che quindi raggiungere e mantenere uno stato di benessere comporti un lavoro su di sé, il sostegno al quale è l’oggetto del lavoro di un operatore olistico che non si interessa, appunto, di malattia e guarigione, ma di disagio in senso lato e di benessere.

Spero di aver esposto i concetti in modo sufficientemente chiaro e non troppo prolisso, anche se essendo molto complessi, è necessario dilungarsi un po’. Lasciate pure i vostri commenti, mi aiuteranno a migliorare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *